Trovar lavoro tra rete, agenzie, inserzioni e passaparola
Cresce in modo significativo l'utilizzo di Internet
Cambiano gli strumenti con cui si cerca lavoro in Italia. Il cosiddetto "passaparola" resta una pratica molto utilizzata, ma accanto ad essa si stanno affermando modalità più innovative, più in linea con i tempi e con un mercato in rapida trasformazione ed evoluzione. A confortare questa affermazione è una recentissima indagine realizzata da Metis, una delle agenzie per il lavoro più note del Paese. I ricercatori hanno, in particolare, rilevato il forte sviluppo del reclutamento tramite Internet, che è passato dal 13% delle preferenze registrate nel 2004 alle 18,5% del 2005, per un incremento complessivo del 42,3%. Di fatto il ricorso al web è ormai secondo solo alla lettura delle inserzioni sui giornali (20,5%), che ha però subito una consistente flessione rispetto all'anno precedente (33%). Ancora più significativi sono i numeri di un altro studio, condotto (a fine 2005, su dati del 2004) da Interactive advertising bureau, secondo cui gli italiani che mettono la Rete tra i primi strumenti per la ricerca di impiego sono il 35%.
"In questi ultimi anni - spiega l'amministratore delegato di Metis, Piermario Donadoni - abbiamo registrato un forte cambiamento culturale nell'approccio al web come strumento per la ricerca del lavoro. Un tempo utilizzato solo dai giovani e dagli impiegati, Internet oggi è uno dei principali strumenti per ricercare un'occupazione". L'indagine ha evidenziato che la crescita del reclutamento on-line, si sta accompagnando ad un calo del peso dei canali tradizionalmente utilizzati dalle imprese per reperire il personale di cui hanno bisogno: il "passaparola" è attestato al 14%, mentre i Centri per l'impiego - gli ex uffici di collocamento - stentano a decollare e devono accontentarsi di una quota di mercato di appena l'1%. Pur con tutte le cautele del caso (come si sa i responsi di una ricerca non sono "legge" e possono prestarsi ad interpretazioni tra loro molto differenti e una recente indagine realizzata nell'ambito del progetto Excelsior faceva salire questa percentuale al 39,4%), è un dato che deve fare riflettere sui cambiamenti in atto. In definitiva, è il segno di una nuova tendenza.
Lo studio condotto dall'agenzia per il lavoro ha prodotto risultati interessanti e, forse, inattesi. Analizzando i contatti sul proprio portale, tra chi cerca lavoro on line Metis ha rilevato una forte presenza delle figure della cosiddetta produzione (12,7%, operai generici e specializzati). A cascata seguono quelle amministrative (impiegati amministrativi e contabili); le persone che desiderano trovare un'occupazione nel settore legale e finanziario; nel turismo; le figure commerciali in genere; quelle in ambito bancario; quindi segretarie, informatici, addetti di call center; le professionalità nelle aree delle risorse umane e del marketing; autisti; operatori sanitari. Tra gli elementi più curiosi va segnalato che il maggior numero di ricerche viene effettuato il lunedì (19%), il minore nel week-end (8% il sabato e 1% la domenica). Tra le province più fedeli alla Rete, spicca di gran lunga Milano (18,5%), con a seguire Roma (6,9%), Cagliari (4,4%), Torino (4%), Napoli (2,9%) e Bologna (2,7%).
Fonte: Borsa Lavoro Lombardia


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