Borsa nazionale del lavoro: "Una scomessa ormai vinta"
Lavoro & Internet
Facciamo il punto sullo stato della Borsa nazionale del lavoro con il responsabile Bcnl di Italia Lavoro. A che punto siamo con la Borsa continua nazionale del lavoro (Bcnl)? E' entrata a regime? E' efficace? E' utilizzata dagli utenti? Ne parliamo con Mauro Boati, responsabile programma Bcnl di Italia Lavoro.
Dottor Boati qual è il quadro attuale?
La scommessa di costituire un adeguato sistema informativo nazionale basato su standard che favoriscono il rapido incontro tra fabbisogni, servizi e soluzioni contrattuali sembrerebbe ormai vinta. Sono 14 le Regioni che hanno aderito al network della Borsa, tra cui Friuli Venezia Giulia, Marche e Toscana nel corso dell'ultimo mese. Mancano Liguria, Lazio, Campania, Umbria, Valle d'Aosta e Trentino che stanno ultimando i test tecnici per l'interoperabilità dei sistemi. Entro l'anno comunque tutte le Regioni saranno in rete, ma dal punto di vista della completezza dei servizi e dell'universalità dell'offerta la Borsa è già a regime.
Quanti visitatori ha avuto il portale della Bcnl? E in quanti si sono registrati?
Più di 2 milioni sono le visite effettuate ai portali nazionale e regionali (Abruzzo, Basilicata, Puglia, Molise, Calabria, Veneto, Sicilia) e al portale della Borsa Lavoro della Lombardia. Più di 84 mila sono invece le registrazioni on line effettuate da cittadini, aziende e intermediari dall'avvio della Bcnl nel luglio del 2005 ad oggi (escludendo le registrazioni alla Borsa Lavoro della Lombardia). A differenza delle visite, che descrivono i livelli di contatto, le registrazioni consentono di valutare il primo livello di utilizzazione dei servizi, indicando il numero di utenti che hanno richiesto user name e password.
Quanti sono i curricula inseriti?
Ad agosto risultavano iscritti 56.605 utenti di cui 27.797 donne e 28.808 uomini, con un incremento rispetto al mese precedente dell'11%, pari a più di 6.000 iscritti, ugualmente divisi tra uomini e donne. L'utenza appare prevalentemente giovane tenendo conto che oltre il 19% degli iscritti è al di sotto dei 24 anni, ma è rilevante anche l'aumento degli iscritti di età compresa tra i 45 ed i 64 anni. Peraltro, l'incremento degli iscritti avviene in assenza di un ruolo portante dei Centri pubblici per l'impiego. Si tratta, quindi, di incrementi spontanei dovuti soprattutto all'intraprendenza degli operatori privati e degli utenti.
Quante sono le offerte di lavoro?
Di grande interesse sono anche i dati relativi agli annunci pubblicati dalle aziende e quelli connessi alle risposte fornite dai lavoratori iscritti, informazioni queste che descrivono il grado di utilizzazione di alcuni dei servizi offerti dalla Borsa. Complessivamente ad agosto erano presenti poco più di 24 mila annunci, con un incremento di circa 2.300 segnalazioni nell'ultimo mese.
Quali sono le professionalità più richieste?
Le professioni tecniche risultano le più richieste (35%), seguite dalle qualifiche operaie, artigiane ed agricole (28%). Gli annunci riservati alle professioni amministrative rappresentano una quota pari a circa il 15%, mentre i profili specialistici e quelli relativi alle vendite coprono rispettivamente circa il 7% ed il 10%. I dati, quindi, sembrerebbero indicare che la Borsa venga utilizzata per la ricerca di profili intermedi, alcuni dei quali verosimilmente di difficile reperimento.
Si può affermare che la Bcnl è uno strumento già efficace?
Ad oggi i dati disponibili supportano questa valutazione: dopo un anno di prove sul campo la Bcnl è stabile e accettata. La rete dei nodi federali è in completamento e funziona. Se poi invece consideriamo il fatto che la Borsa nasce per rendere visibile ciò che prima esisteva, ma era sottratto alla conoscenza, allora è un vero successo. Ovvio che la dinamica del traffico a livello nazionale è legata principalmente alle azioni di comunicazione intraprese. Altro dato interessante è la quota di lavoratori iscritti. E' cresciuta solo nell'ultimo mese dell'11% e rispetto a gennaio dell'85%, raggiungendo le 56.605 candidature. E' altresì in aumento il numero di imprese che utilizzano i servizi della Borsa. E mentre si consolida, la Borsa inizia un percorso di evoluzione. I primi passi sono lo sviluppo di aree specializzate e la personalizzazione del servizio sulle esigenze dei diversi utenti. L'idea di fondo è quella di creare "piste logiche" che propongano l'insieme delle opportunità sia di sbocco occupazionale sia di accesso ai servizi. Pensando ai filoni professionali è il caso delle professioni del mare, dello spettacolo nonché di quelle legate alla vocazione turistica del territorio.
Ma quali problemi restano ancora da risolvere?
Anche se il quadro rappresentato testimonia che la Bcnl esiste e funziona, bisogna prendere atto che, dopo l'incremento iniziale e qualche picco in concomitanza con i lanci della campagna di comunicazione, l'utilizzo dei servizi della Bcnl si mantiene sostanzialmente "piatto". Anche l'ingresso progressivo di nuovi soggetti non produce incrementi significativi. L'interesse dimostrato dalla visita alle pagine non si traduce in un congruo volume di comportamenti attivi, di iscrizione e di conferimento di profili e vacancy da parte degli utilizzatori diretti: cittadini e imprese. Gli intermediari privati non utilizzano ancora la Bcnl come un serbatoio di informazioni che può ridurre i costi di ricerca e ampliare la loro visibilità nel mercato del lavoro. Rimane marginale il volume dei conferimenti anche dove la loro presenza è più consolidata, come in Lombardia. Anche le Regioni e le Province hanno ancora una visione della Bcnl piuttosto marginale, come dimostra la bassa diffusione di "Punti Borsa" nei Centri per l'impiego e negli spazi pubblici gestiti direttamente. Prevale, verso la rete, un'attenzione "amministrativa" che la interpreta come il completamento della infrastruttura informativa, certamente necessaria, ma non come canale per l'erogazione di servizi a valore aggiunto. Altri soggetti, istituti scolastici, Comuni, forze sociali, sono al momento alla finestra, anche per motivi legati ai ritardi nelle legislazioni regionali per gli accreditamenti.
Le università stanno collaborando?
Le università hanno manifestato grande interesse per la Bcnl, individuando nella partecipazione ad un network l'innalzamento della qualità dei servizi offerti. Infatti con l'ingresso nella Borsa, l'università diviene un agente di borsa qualificato, offrendo ai suoi studenti un supporto mirato per l'ingresso nel mondo del lavoro. La loro attività di intermediazione, riconosciuta dalla riforma Biagi, consiste nell'offrire una serie di servizi funzionali all'incrocio di domanda/offerta rivolti anche alle aziende che all'università si rivolgono per trovare personale qualificato. Quindi l'università acquisisce un valore aggiunto di visibilità nel mercato del lavoro, come ulteriore punto di riferimento per chi cerca e chi offre un target di alto livello. In numeri l'adesione è stata ad oggi di 27 università, mentre altre 20 hanno manifestato interesse. Se da un lato questo potrebbe sembrare un risultato non molto brillante, c'è da tener presente che molto spesso si sono riscontrati problemi organizzativi e di scarsità di risorse.
Qual è il ruolo svolto dalle agenzie per il lavoro private?
La partecipazione delle agenzie per il lavoro al network della Borsa si è svolta con un entusiasmo più cauto rispetto alle università: i risultati sono, tuttavia, di rilievo. Sono complessivamente 949 gli intermediari che operano: 787 privati autorizzati, 27 università e 151 intermediari pubblici. E' evidente come la presenza degli operatori privati sia attualmente assai maggiore di quella degli intermediari pubblici, aspetto questo che, se da un lato evidenzia il lento processo di interconnessione da parte degli attori pubblici, conferma parallelamente il riscontro crescente che ha la Bcnl presso gli operatori privati ed il ruolo potenziale che essa può svolgere come ambiente naturale di integrazione tra le diverse tipologie di servizi. Analogo ragionamento vale per gli intermediari autorizzati (pubblici e privati) che successivamente alla registrazione possono operare. Le aziende registrate ad agosto nel sistema centrale risultano complessivamente 1.534.
E i Centri per l'impiego pubblici?
La Borsa è una grande opportunità per lo sviluppo qualitativo e per migliorare l'efficacia dell'azione dei servizi per l'impiego pubblici che sono da sempre i principali punti di raccolta dell'offerta anche per ragioni di adempimento amministrativo. Chi cerca lavoro ed ha difficoltà a trovarlo transita con buona probabilità da un Centro per l'impiego. Ciò che spesso è mancato è stata la possibilità di intercettare una platea ampia di opportunità lavorative, di mettere in adeguata evidenza le professionalità e le disponibilità dei cittadini che arrivano a questi servizi, di fare sistema della capillarità della presenza degli sportelli pubblici sul territorio. La Borsa apre questa possibilità.
Fonte: Formalavoro Magazine


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