Il lavoro del webmaster
Lavoro & Internet
Realizzare siti per la grande rete
Ormai non c'è (quasi) azienda, ente o istituzione, di grandi e piccole dimensioni, che non abbia il suo indirizzo Internet. La presenza on line è diventata irrinunciabile. Il sito, a seconda della sua complessità, può essere una semplice vetrina, una modalità per comunicare e interfacciarsi con i clienti-utenti, uno strumento per offrire servizi e altro ancora. In un contesto simile, assume un'importanza decisiva una figura professionale molto particolare, che in Italia ha cominciato a farsi largo alla fine degli anni '90, con il boom dell'Ict (Information and communications technology): il webmaster.
Ma chi è il webmaster? Cosa fa? Premesso che non è facile inquadrare in confini rigidi questa figura, una definizione utile è quella fornita dall'Isfol: "Il webmaster - si legge nella banca dati delle professioni dell'istituto - è colui che progetta e cura lo sviluppo di un sito Internet, adottando soluzioni che garantiscano il necessario equilibrio tra i contenuti che si vogliono comunicare e le esigenze di natura estetica e tecnica. Il ruolo del webmaster dipende molto dall'organizzazione aziendale e dall'ambito nel quale opera. In tutti i casi, comunque, egli rappresenta, nei confronti dell'utente, la figura di riferimento per ogni informazione, tecnica e non, che riguardi il sito".
Il webmaster è, in sostanza, il realizzatore e il gestore del sito. "Quello del webmaster - osserva Massimiliano Valente, presidente di html.it, il portale di riferimento per il settore con 25 milioni di pagine viste al mese -, ed in particolare del webmaster specializzato in grado di progettare, realizzare e gestire sistemi complessi, è un profilo molto richiesto dalle aziende. Un professionista bravo e preparato può guadagnare piuttosto bene. Oltretutto, spesso il cliente, oltre alla costruzione del sito, chiede un supporto formativo per i propri dipendenti. In questi casi il webmaster viene quindi impiegato anche come formatore".
Questa figura non è inquadrata in un Albo. Nel settore esistono, sostanzialmente, tre categorie: quelli che lavorano in proprio, quelli che operano per conto di una web agency e quelli inseriti direttamente nelle aziende (spesso le imprese più grosse dispongono di personale interno che si occupa del sito). I percorsi formativi che conducono alla professione non sono ben delineati, non esiste un corso universitario ad hoc e non è richiesto alcun titolo di studio particolare, anche se gli ingegneri e gli informatici "partono favoriti". L'offerta si basa su un'ampia (e non sempre valida) gamma di corsi a pagamento proposti da istituti e centri di formazione privati. Molti webmaster sono autodidatti. Ma il canale formativo più utilizzato è proprio Internet: in rete si trova di tutto e le informazioni (l'aggiornamento continuo è indispensabile) circolano liberamente tra community e forum.
Fonte: Formalavoro Magazine


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